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Gaia Stella Trischitta

Gaia Stella Trischitta

Nata nel 1987 a Messina, città verso la quale il senso di appartenenza e ammirazione è tale, da poter credere nel cambiamento. Laureata in Lettere moderne con una tesi in Letterature comparate su “Erzsébeth Bathory – La contessa sanguinaria come icona POP”.  Specializzata in metodi e linguaggi del giornalismo con una tesi in Etica dei media dal titolo “MADRE DEL DIVERSO – Pratica del materno e omosessualità”. Testarda come pochi, presuntuosa come troppi. Desiderosa di cambiare le cose, consapevole del fatto che, per farlo, il primo passo sia migliorare se stessi. Appassionata di De André, letteratura, arte, fotografia, vino rosso e tacchi alti … ma il momento in cui sento veramente i brividi sotto la pelle, è quando sono di fronte a un foglio bianco. 

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Casa Paradiso: quando i diritti sono ostaggio della burocrazia

Mercoledì, 14 Febbraio 2018 21:31 Pubblicato in Incitta'

Messina. Si continua a parlare di emergenza abitativa.

La delibera che concederebbe il contratto di comodato d’uso provvisorio alle quattro famiglie che attualmente occupano la ex scuola Pietro Donato di Paradiso (Messina) è ancora ostaggio del Dipartimento politiche della casa. In attesa di essere presentato alla Giunta Comunale per essere passato ai voti, quel documento che potrebbe sbloccare una situazione a dir poco stagnante è già firmata, ma ferma sulla scrivania del dirigente Domenico Signorelli, come ci dice Valentina  Roberto.   Ribattezzata nel 2013 ‘Casa Paradiso’, la struttura è stata protagonista di un’occupazione che doveva rappresentare una ‘momentanea’ sistemazione per quattro famiglie in emergenza abitativa. Una ‘momentanea’ alternativa alla prospettiva di dormire in macchina, o peggio, in strada.

Un altro capitolo, per tanti anni rimasto nella penombra, che si aggiunge al noto elenco di occupazioni ancora in attesa di una conclusione. Perché è questo ciò cui si aspira: una conclusione. La possibilità di poter realmente considerare ‘Casa Paradiso’ come una sistemazione momentanea in attesa dell’assegnazione delle tante attese case popolari. Ma non è tutto. Una sistemazione che possa aggiungere al carattere ‘momentaneo’, anche quello ‘dignitoso’.

La votazione della delibera infatti, non comporterebbe solo la concessione del comodato d’uso, ma anche la realizzazione di quei lavori di manutenzione che, senza troppi giri di parole, sono da considerarsi necessari.

Allo stato attuale, quattro famiglie si ritrovano a condividere medesimi ambienti in una condizione ben lontana dall’essere definita ‘dignitosa’. Ed è proprio questo ciò che viene chiesto. Quattro famiglie, due delle quali con bambini e adolescenti, costrette a condividere solo due bagni, con evidenti conseguenze sotto il punto di vista igienico sanitario. Poche stanze, la cui divisione interna è assicurata solo dal mobilio. Paolo (nome di fantasia, ndr) ha 29 anni e vive in una stanza di circa 15 mq con la madre e il fratello, con i quali condivide anche un letto matrimoniale. Nei giorni di pioggia, in corridoio è suggerito l’uso dell’ombrello. Dettaglio su cui i più insensibili potrebbero sorvolare, non considerando il fatto che, per potersi spostare dalla camera alla cucina, o dalla camera al bagno, il corridoio è l’unico ambiente utilizzabile. Le infiltrazioni d’acqua completano il già drammatico insieme, unendosi alle pessime condizioni degli infissi, tenuti aperti o chiusi con metodi a dir poco ingegnosi. Un barattolo di vernice assicura che una finestra senza maniglia resti chiusa, mentre la custodia di un cd permette di mantenere aperte le serrande, quel tanto che basta per non essere completamente al buio. 

Da parte delle famiglie, la volontà di mantenere la riservatezza, e insieme ad essa, quella dignità che ha permesso loro di non mollare. Di arrangiarsi con ciò che si aveva a disposizione per rendere quel posto più accogliente possibile. Ecco che viene ricavato un bagnetto in un’aula, per garantire maggiore igiene e riservatezza. Un piccolo angolo di neppure 4 mq, ma un grande tesoro per chi deve condividere il bagno con un'altra dozzina di persone. Nel portaspazzole, cinque spazzolini testimoniano prepotentemente una situazione ormai insostenibile.

Da 5 anni gli abitanti di ‘Casa Paradiso’ sono in attesa di un segnale che forse non tarderà ad arrivare, ma che è ancora avviluppato nella fitta ragnatela della burocrazia. Il contratto, e con lui i lavori tanto necessari, permetterebbero di convertire quella che è ad oggi una struttura fatiscente, in un ricovero momentaneo per le tante famiglie in emergenza abitativa che sono in attesa dell’assegnazione di una casa popolare. Una volta che gli attuali occupanti otterranno una loro sistemazione infatti, la ex scuola ‘Pietro Donato’ potrà essere destinata ad altre famiglie.

In questi 5 anni, tante promesse, tutte dissoltesi nel tempo. Ma ad oggi, sembra che realmente si stia smuovendo qualcosa, grazie anche all’intervento del sindacato Si.cobas e del Fronte Popolare Autorganizzato che, nella persona di Valentina Roberto, è sempre stato attivo nell’ambito dell’emergenza abitativa.

Nel perfetto rispetto del principio della non privatizzazione, le quattro famiglie si sono costituite in un comitato, abbozzando un progetto, da presentare prossimamente in Comune, per la riqualifica e la messa a disposizione della cittadinanza gli spazi di ‘Casa Paradiso’. Il progetto comprende la realizzazione di un orto sociale, un cineforum, un’area ludica per bambini e una struttura esterna adibita a eventi sociali.

In attesa della votazione della giunta comunale, non resta che augurarsi che la macchina della burocrazia faccia il suo corso, senza incepparsi nei ben noti ‘guasti tecnici’ cui siamo tristemente abituati.

GS Trischitta

 

Pioggia di riso su Arcigay Messina

Domenica, 28 Gennaio 2018 11:23 Pubblicato in Attualita'

Il 27 gennaio, nelle sale del Municipio del comune di Merì (Messina) si è celebrata l’unione civile tra il presidente Arcigay Messina, Rosario Duca, e Alexandru Ioan Kyle. Alla presenza del sindaco Gervasio Bonansinga, una coppia emozionata legata da una stretta di mano tanto intensa quanto simbolica, portatrice di una responsabilità che supera quella di un impegno che duri ‘finchè morte non li separi’. Una responsabilità nei confronti di un’intera comunità.

O meglio, di un’intera nazione che, come sottolineato dal primo cittadino, “si è risvegliata da un torpore che la manteneva lontana anni luce dal resto d’Europa”. Un’unione che porta in sè la forza di un traguardo che ha qualcosa in più, che si carica della gioia di una battaglia vinta. La vittoria di Rosario e Alexandru, e con loro, la vittoria di una comunità che trova ulteriore coraggio e conforto. Un giorno importante, e qui l’aggettivo è davvero adeguato. Un 27 gennaio, giorno della memoria, che si toglie di dosso il velo nero della vergogna per vestirsi di quell’arcobaleno simbolo dell’orgoglio e della gioia di amare liberamente.

 “Quale miglior riscatto per tutte le vittime LGBTQ internate nei campi di concentramento, se non l’amore?” ci spiega commosso Lucio Dattola, presidente Arcigay Reggio Calabria, che si dichiara “emozionato sia a livello personale che come attivista. Questo è il miracolo, in senso laico, espresso dalla bellezza di una lotta che non viene meno alle proprie responsabilità, ma risponde con l’amore ai dolori che tutti noi abbiamo vissuto”. Dolori. Si parla anche di questo in una giornata dedicata alla memoria e all’amore.

Di dolori parla la dott.ssa Anna Maria Garufi, presidente Le.L.A.T. (Lega per la Lotta all’Aids e alla Tossicodipendenza) e da più di 40 anni al fianco di Arcigay: “negli anni passati offrendo supporto psicologico, ho vissuto il cambiamento. Da quando era una vergogna dichiararsi e gli amori erano presentati come rapporti di amicizia. Oggi, guardandomi attorno, vedo gente meravigliosa. La Messina più bella, la Messina più libertaria, felice di festeggiare una giornata così importante”. Intorno ai due novelli sposi, tanti sguardi commossi di coppie unite dalla medesima vittoria.

Tante mani unite senza vergogna. Mani strette, è davvero il caso di dirlo, con orgoglio.

GS Trischitta La redazione de ilcarrettinodelleidee.com si unisce nell’augurare a Rosario e Alexandru un meraviglioso futuro insieme

Stephanie Okereke visited Gaggi, Messina

Venerdì, 19 Gennaio 2018 21:07 Pubblicato in Voce Donna

Nigerian actress Stephanie Okereke visited today one hospitality house handled by ‘Penelope association’, in Gaggi, Messina, Italy. This structure hosts young women victims of human trafficking.

Meeting was desired by the actress who wants to know thoroughly human trafficking phenomenon to fight it in Nigeria.

During the meeting, Stephanie met a lot of girls and she heard their stories with a lot of interest. The girls told their experiences, from departure until the arrive in Italy, and they told their dreams, their life expectancy and what they were expecting from their journey.

After the meeting with the girls, Stephanie spoke with Princess Inyang Okokon, who’s cultural mediator at the PIAM, in Asti, Torino, Italy. Princess arrived in Italy as trafficking victim in 1999, and today she’s a great activist against  human trafficking.

Both Stephanie and Princess emphasized the importance of a correct information about this phenomenon to allow the girls to avoid traps which condemn to slavery.

GS Trischitta