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Viterbo – Ventidue pagine per spiegare perché ha condannato a cinque anni e quattro mesi Monica Mileti, la 58enne romana che, secondo il tribunale di Viterbo, ha ceduto al medico siciliano Attilio Manca la dose di eroina che lo ha stroncato nel 2004, nel suo appartamento al civico 10 di via Claudio Monteverdi, nel quartiere Grotticella, a Viterbo. E’ il Caso Manca, che il giudice Silvia Mattei ha definito una “vicenda complessa”. Una “tragedia di droga”, per la magistratura viterbese. Un “omicidio di mafia”, per la famiglia Manca, secondo la quale l’urologo dell’ospedale di Belcolle è stato ucciso, a soli 35 anni, dopo…
Martedì, 15 Agosto 2017 09:52
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La giornalista freelance Raffaella Cosentino, difesa dall’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno per l’Informazione (leggi), è stata querelata da Pasquale Poerio, consigliere comunale di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e gestore del servizio catering del Centro di accoglienza per migranti (CARA) Sant’Anna, uno dei più grandi d’Europa, situato nei pressi della cittadina jonica. La querela risale al 2006 e Poerio è ora uno degli 84 indagati di un’inchiesta giudiziaria che il 15 maggio 2017 ha condotto a 68 arresti (leggi). L’indagine giudiziaria denominata Jonny è svolta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, e riguarda le infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del…
Venerdì, 09 Giugno 2017 07:31
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Non ci sono dubbi, è un suicidio. Ma quello che sta emergendo dai primi accertamenti dei carabinieri è l’ennesima storia di una giovane donna che ha vissuto in una famiglia di ’ndrangheta e che non è riuscita a sopportare il peso di un cognome sinonimo a Reggio Calabria di estorsioni, usura, omicidi, pentiti e donne fatte sparire per salvare dell’onore della cosca. Per questo, sulla scrivania del procuratore Federico Cafiero De Raho e del pm Romano Gallo, i carabinieri hanno già depositato i verbali del fidanzato, dei parenti e degli amici di Maria Rita Logiudice, la ragazza di 25 anni…
Lunedì, 03 Aprile 2017 21:47
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 E' morto nella notte  Lorenzo Cimarosa, il "pentito" della famiglia messina denaro. Imprenditore edile, aveva 56 anni. E' morto nella sua casa, a Castelvetrano, dove era agli arresti domiciliari per via dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Cimarosa è stato il primo membro della famiglia messina denaro (era sposato con una cugina del boss) a fare dichiarazioni spontanee sugli affari della famiglia e su quanto lui conosceva. Dichiarazioni che, riscontrate, hanno portato negli ultimi tempi ad alcune importanti operazioni antimafia, soprattutto in ultimo quella nei confronti dell'imprenditore Saro Firenze.  Cimarosa doveva scontare una condanna a 5 anni e 4 mesi. La prima…
Domenica, 08 Gennaio 2017 12:47
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È morto Tullio De Mauro, linguista, docente universitario, autore del Grande dizionario italiano dell’uso e della Storia linguistica dell’Italia unita, aveva 84 anni. È stato ministro della pubblica istruzione dal 2000 al 2001. A Palermo insegnò a Magistero, e io che stavo in Filosofia andavo a seguire “in trasferta” le lezioni limpide e stimolanti di Tullio De Mauro che toccava i temi densi di storia sociale e di passione civile della sua “Storia linguistica dell’Italia unita”, appena uscita per Laterza. Oggi se ne è andato e i tg di mezza giornata gli hanno dedicato assai meno tempo di alcune personalità…
Giovedì, 05 Gennaio 2017 17:13
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Il commissario Bonferraro della DIA riferisce di strane telefonate del vice capocentro del SISDE  Lorenzo Narracci al costruttore del covo di via Ughetti. Ma a rispondere per calunnia a Caltanissetta è Massimo Ciancimino, il superteste del processo trattativa Alla scorsa udienza del processo trattativa è uscito per l’ennesima volta il nome di Lorenzo Narracci, funzionario del Sisde poi AISI il cui soprannome dovrebbe essere “l’uomo delle coincidenze”: il suo nome entra in qualche modo in tutte le inchieste sulle stragi del ’92-’93 dagli anni ’90 a questa parte, anche se lui ne esce sempre indenne e pulito. Recentemente è stato archiviato…
Mercoledì, 04 Gennaio 2017 17:52
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Gli uomini della Squadra mobile di Trapani, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, stanno eseguendo 11 misure cautelari e sottoponendo a sequestro tre imprese controllate da cosa nostra. L’operazione, denominata in codice “Ermes 2”, infligge un altro duro colpo al clan del superlatitante matteo messina denaro. Secondo gli inquirenti il boss, attraverso le imprese sequestrate, era in grado di condizionare gli appalti nella zona del Trapanese. Complessivamente sono settanta gli uomini della Polizia di Stato di Trapani, Palermo, Mazara del Vallo e Castelvetrano impegnati nell’operazione. L’indagine ha confermato i saldi contatti tra il clan mafioso di Mazara del Vallo,…
Martedì, 20 Dicembre 2016 12:03
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