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Verita' su Santiago Maldonado In evidenza

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¿Dónde está Santiago Maldonado? Che fine ha fatto il ventottenne argentino scomparso durante una protesta a sostegno degli indigeni Mapuche? Da Plaza de Mayo da quasi due mesi la domanda rimbalza alle piazze di tutto il mondo, mentre in Argentina torna ad agitarsi lo spettro della desaparicion e le proteste non si fanno attendere. A Roma l'appuntamento per sostenere la lotta dei familiari e chiedere al governo argentino una risposta immediata è a Piazza del Popolo oggi (1 ottobre, ndr) alle ore 16. È il 1 agosto quando a El Bolsón, nei pressi di Bariloche, nella provincia di Rio Negro si perdono le tracce del giovane artigiano impegnato nei diritti civili delle comunità indigene, Santiago Maldonado. Poche frasi ("Qua ne abbiamo preso uno, sei in arresto") e un gruppo di gendarmi che colpisce un ragazzo con le mani legate, secondo quanto riportato dai testimoni, e di lui più nulla.

Era in presidio con la comunità Mapuche "Pu Lof en Resistencia del departamento Cushamen” per ottenere la restituzione delle terre, attualmente occupate dal gruppo italiano Benetton. Nonostante l'impegno in campagna elettorale al riconoscimento dei diritti delle etnie indigene, dopo l'elezione il presidente Mauricio Macri ha promulgato una legge in favore delle multinazionali latifondiste, inasprendo anche l politiche repressive verso le loro proteste. L'ultima volta che Santiago è stato visto è stato durante le cariche della gendarmeria per mettere fine al blocco stradale di una delle arterie principali del paese, la Ruta 40. Il gruppo si sarebbe diretto verso il fiume mentre Maldonado avrebbe trovato riparo sotto un albero prima di cadere nelle mani dei militari. Una scomparsa che riporta immediatamente il pensiero ad una ferita mai risanata della storia argentina: i desaparecidos, gli oltre 30mila scomparsi durante la dittatura tra il 1976 e il 1982.

E in quella stessa piazza che il 30 aprile di quest'anno ha celebrato il quarantennale della prima manifestazione e che da quel 1977 le vede sfilare ogni giovedì con il fazzoletto in testa per chiedere verità per i propri figli e nipoti, le Madres e le Abuelas de Plaza de Mayo hanno portato una nuova domanda di giustizia: quella per la scomparsa di Santiago Maldonado. "Stiamo ancora aspettando l'apparizione in vita di Santiago. Continuiamo a pensare che il governo sta sempre più mentendo” dichiara Hebe Bonafini, presidente dell'Asociación Madres de Plaza de Mayo. “Quando - continua - si inizia con una bugia, non si arriva a mille più bugie per coprire la prima. Non saranno in grado di coprire più la gendarmeria, Bullrich e Macri. Sono responsabili e dovranno farsi carico a tutti i costi". Lo scorso 2 settembre a Buenos Aires diverse decine di migliaia persone sono hanno marciato per chiedere a gran voce che si faccia luce al più presto sulla vicenda. Durante la manifestazione non sono mancati scontri e arresti. Quello che il presidente Macri sperava fosse una caso destinato a sgonfiarsi in breve tempo ha fatto il giro del mondo riempiendo le piazze, virtuali e non.

A due mesi dalla sparizione del giovane infatti la convocazione è globale, dall'America all'Europa si terranno presidi e cortei (un elenco in aggiornamento è disponibile sulla pagina fb "Aparición con vida de Santiago Maldonado – Oficial") al grido "Dov'è Santiago Maldonado?".

Valentina Ersilia Matrascìa

Classe 1987, romana di nascita e siciliana d'origine. Comunicatrice e addetta stampa free lance. Dopo gli studi classici si laurea in Lingue e comunicazione internazionale (curriculum Operatori della comunicazione interculturale) e in seguito, presso l'università “La Sapienza” di Roma, si specializza in giornalismo laureandosi con una tesi d'inchiesta sul giornalismo in terra di camorra. Ufficio stampa e social media manager per festival, eventi ed associazioni in particolare in ambito culturale e teatrale oltre che per Europride 2011, Trame - Festival dei libri sulle mafie e per l'agenzia di stampa Omniroma. Collabora con diverse testate occupandosi in particolare di tematiche sociali, culturali e politiche (dalle tematiche di genere all'antimafia sociale passando per l'immigrazione, il mondo Lgbtqi e quello dei diritti civili). Ha curato l'appendice cronologica del libro "Roma Brucia" (Imprimatur Editore, 2015) del giornalista Pietro Orsatti con la cui regia ha inoltre realizzato due brevi documentari ("Sulla linea di scena" e "Domani il Pride"). Da sempre appassionata di (inter)culture, musica, web, lingue, linguaggi e parole.

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