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Perché pungenti, affilate, penetranti tra le carni per raggiungere l'anima e lo spirito insieme. Io non ti ho mai detto quanto ti amo mamma, ma anche quanto ti odio. Ti amo per te, e ti odio per me. Per questa esistenza donata in un mondo dannato. C'é l'ho con te per la tua speranza e la tua dolcezza, per la tua educazione alla tolleranza ed all'onestà. Non lo vedi dunque mamma che la società ha diviso gli esseri umani? Non lo vedi che le speranze si assottigliano e la vita lascia i corpi rendendole inutili involucri presto morti. Io non ti ho mai detto quanta pace nelle tue vicinanze, quanta armonia rubata all'esistenza ai tuoi lati, quanta voglia di vivere per vedere te sorridere ispiri nella mia vita. Ma quella sei tu mamma. E di te, c'é ne solo una. Io non ti ho mai detto, che tutta la mia vita, ho aspirato ad una donna come te, non ti ho mai detto, che il tuo profumo addosso ad un altra donna mi fa girare la testa. No, mai. Perché mamma, il mio amore é puro, e quindi duro, …
Si scrive molto sul razzismo, sin da quando si è bambini. Il compito sui banchi di scuola, l'educazione civica, la storia, i nostri familiari... Ma il tema è sempre trattato male e con superficialità. L'identificazione di una razza, nel 2011, è, a parer mio, un'idea obsoleta e priva di senso, eppur, molto radicata nelle menti degli xenofobi.
Tutto parte da una concezione mentale di protezione rispetto a chi è estraneo.
È innegabile che oggi, molto più di prima, l’Italia (in generale possiamo dire il mondo intero) sia protagonista del fenomeno dell’immigrazione; ma perché diciamo che, oggi più di prima, questo fenomeno ha assunto connotati fortemente allarmistici?
Primo per le condizioni in cui versano i paesi del terzo/quarto mondo e secondo anche perché viviamo in una società dominata dalla Globalizzazione.
Quando una persona sceglie di raggiungere un posto nuovo in condizioni precarie, e anche a costo della propria vita, lo fa perché ha necessità primarie. L’i…
Scritto da Redazione
Martedì 20 Dicembre 2011 09:31
Rebecca Covaciu vince il prestigioso premio Fondazione Adolfo Pini
Rebecca Covaciu, la giovanissima artista Rom, già vincitrice del Premio Unicef per l'intercultura, seguita dal Gruppo EveryOne nella sua evoluzione di artista e promotrice della cultura Rom e di ideali di pace e convivenza fra i popoli, si è aggiudicata l'importante premio Fondazione Adolfo Pini - Comune di Milano.Rebecca frequenta il primo anno al Liceo Artistico Boccioni di Milano, che a propria volta, grazie all'affermazione del giovane talento, otiene un prestigioso riconoscimento e un fondo per le attività di didattica artistica. Da luglio 2011 la Fondazione Adolfo Pini ha avviato in co-progettazione con il Comune di Milano un progetto artistico con il fine di promuovere e sostenere il protagonismo giovanile attraverso l’arte. 200 ragazzi dei licei artistici milanesi hanno partecipato al progetto e nel mese di ottobre hanno avuto la possibilità di visitare accompagnati da una guida esperta la collezione permanente di Renzo Bongiovanni Radice presso la sede della Fondazione.…
Scritto da Ouango K Judicael
Martedì 20 Dicembre 2011 09:26
Piccola storia dell'immigrazione in Italia
Negli inizi degli anni ottanta, l'Italia era un paese chiuso, atipico, un paese che aveva visto i suoi figli migliori abbandonare la nave per partire alla ricerca di fortuna altrove. Non tutti tornarono, ma molti lo fecero e così rientrarono con capitali freschi investendo in un paese che era in piena ripresa. Anni d'oro che attirarono la manodopera straniera richiesta per lavori domestici e manovali da imprenditori sempre più avidi. Così, i primi migranti furono quelli di classe A, gli europei dalla pelle chiara, e per i lavori domestici, in funzione della moda, indiani, o pachistani, o filippini. La società era ridente, tutti lavoravano, e potevano spendere. I primi migranti neri arrivati nella meta degli anni ottanta vi trovarono il paradiso su terra. Il lavoro manuale fu completamente affidato ai migranti ed i stipendi erano ancora alti. Poche persone sanno che all'epoca, il visto non era necessario per prendere l'aereo, e quindi, passare dal mare o dall'aeroporto non faceva di…
Scritto da Francesco Polizzotti
Martedì 20 Dicembre 2011 09:19
Donne “in campo”: il 30% delle aziende agroalimentari sono rosa
di Francesco Polizzotti
L’ingegno delle donne non subisce la crisi ma diventa indice di crescita, in controtendenza ai dati generali. Forse l’economia non tira abbastanza e le opportunità di lavoro risentono pure del ridotto dato occupazionale ma, l’universo femminile che produce segna il passo sull’ostacolo di sempre: la diffidenza nei confronti del gentil sesso da parte non solo dei competitors maschili ma anche del sistema produttivo e manageriale del Belpaese.
In riferimento a vari studi, si è dimostrato come la presenza femminile al vertice, sia in momenti di crescita che in momenti di crisi, ha permesso alle aziende di conseguire risultati migliori delle aziende con leadership interamente maschile. Dunque, la partecipazione delle donne all’economia è, oltre che una questione di pari opportunità e di giustizia sociale, soprattutto la chiave dello sviluppo del nostro paese. Quindi più che mai oggi è necessario un impegno tangibile da parte delle Istituzion…





