• Senza via d'uscita
    La morte di 4 persone ha causato la distruzione di 5 vite. Lorenzo, Francesco, Maria Letizia e suo padre travolti dall’alluvione del primo Ottobre 2009 hanno …


  • Il racconto dell'alluvione
    Inizia in via Giovanni Piliero la storia di Giuseppe De Luca, Brigadiere della Guardia di Finanza, e di un bambino di soli due anni, rimasto sotto le macerie im…


  • Ignoranza più necessità generano mostri
    Quaranta articoli, decine di interviste, tre carpette di appunti. E poi una valanga di foto, una rubrica piena di contatti, qualche registrazione audio, alcuni …


Del progetto esecutivo non c’e ancora l’ombra, i soldi bastano appena per sventrare colline e riempire cave e discariche con milioni di metri cubi d’inerti, ma sull’affaire del Ponte sullo Stretto planano come avvoltoi le grandi e piccole università di Calabria e Sicilia. Dopo aver ignorato per decenni il dibattito sui costi politici, economici, sociali, ambientali e criminogeni della grande opera, abdicando alle proprie finalità istituzionali di analisi e ricerca, gli Atenei sgomitano tra loro per accaparrarsi qualche briciola delle risorse finanziarie pubbliche impegnate per l’avvio dei lavori del Ponte. Con un comunicato congiunto, le Università di Enna, Palermo, Reggio Calabria e Catania hanno preannunciato che «si mobiliteranno insieme per contribuire ad affrontare la grande sfida che vede protagonisti, non solo ingegneri e architetti, ma studiosi di molteplici ambiti». Voci autorevoli rivelano che già sarebbe stato sottoscritto un contratto di 800 mila euro tra il…
Scritto da A. Mazzeo Mercoledì 14 Luglio 2010 11:09 | Tag di riferimento: mattioli

La grande beffa delI’Incubatore del Ponte


All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, mercoledì 14 luglio, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera. I locali sono quelli dell’Incubatore d’Imprese finanziato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse». La struttura non è mai entrata in funzione; avrebbe dovuto ospitare, a regime, sino a 46 aziende di giovani e ricercatori provenienti dall’Ateneo. In cambio di un canone il cui importo è ancora segreto, Sviluppo Italia Sicilia, che l’aveva ri…
L'inchiesta di Greenpeace "The toxic ships" – Le navi tossiche- fornisce elementi chepossono contribuire a fare chiarezza sulle esportazioni di rifiuti dall'Italia (edall'Europa) verso i Paesi in via di sviluppo e in particolare nell'area mediterranea everso l'Africa.   L'indagine si inserisce tra le attività dell'Osservatorio per un Mediterraneo libero daveleni, istituito in Italia lo scorso febbraio da numerose Associazioni ambientaliste edel mondo della pesca insieme a comitati e istituzioni scientifiche consapevoli che ilcapitolo delle "navi dei veleni" potrà essere chiuso solamente dopo unacomprensione approfondita. del contesto e delle motivazioni economiche e politicheche hanno facilitato il proliferare dei traffici illegali di rifiuti attraverso i nostri mari. Greenpeace ha compilato un esauriente riassunto della vergognosa epopea deitrasporti di scorie tossiche e radioattive smaltite illegalmente soprattutto in Africanegli ultimi 15 anni. In molti casi, le denunce di G…
Scritto da Redazione Mercoledì 14 Luglio 2010 10:15 | Tag di riferimento: agrigento aree protette green life

Agrigento, proposta area marina protetta

  • Le associazioni Green Life e Marevivo si rivolgono alle istituzioni per tutelare il litorale costiero
Un'area marina protetta tra la foce del fiume Platani e la scala dei Turchi la proposta lanciata dalle associazioni Green Life e Marevivo in occasione del convegno dall'omonimo titolo, concluso nei giorni scorsi ad Agrigento: un'idea – progetto che interessa il litorale costiero e in particolare i comuni di Realmonte, Siculiana, Montallegro e Cattolica Eraclea. All'incontro, moderato dal giornalista della Rai Puccio Corona, cui hanno preso parte autorità locali, altre associazioni ambientaliste come Legambiente e WWF e i direttori di Arpa Sicilia, Ispra, Foreste Demaniali della Regione e un rappresentante del Ministero dell’Ambiente, è stata sottolineata l’importanza di preservare l'importante zona costiera che rischia di rimanere esposta al degrado e alla perdita delle ricchezze naturali a causa dell’incuria, dello sfruttamento e dell’antropizzazione non controllata. Green Life negli ultimi dieci anni, attraverso progetti portati avanti nel campo della tutela e della pro…
Scritto da G.A. Mercoledì 14 Luglio 2010 10:00 | Tag di riferimento: Ambiente petrolio prestigiacomo

Quando 5 Km sembrano tanti


Caro Dino, è notizia di oggi che il nostro eccezionale ministro dell'ambiente ha comunicato di un vincolo posto sulle trivellazioni nel nostro povero italico mare. Ebbene, udite udite, in virtù di tali vincoli se vi fosse un disastro anche solo paragonabile a quello della Lousiana il petrolio che fuoriuscirebbe si dovrebbe fermare magicamente a 5 km dalle coste o a 12 km dalle riserve marine. Peraltro ricordo di aver letto che è stato di recente rilasciato un permesso di esplorazione che riguarda il mare intorno alle isole Tremiti e che le lambisce nella sua competenza, stranamente, proprio fino a 12 km dalle coste. Qualcuno vuole dire per favore al nostro caro ministro che in Louisiana il petrolio sta distruggendo l'ecosistema dell' intero golfo del Messico e con le correnti rischia di arrivare in Atlantico e Dio solo sa fin dove arriverà? ALTRO CHE 5 KM DALLE COSTE!! Quale sistema ha in mente il nostro lungimirante minis…
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Addio pizzo

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