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Scritto da Nadia Furnari
Giovedì 22 Dicembre 2011 20:37
Il CARA di Mineo... Intervista ad Antonio Mazzeo
Il guard rail come panchina, la strada statale come via principale e l'atrio del residenze come piazza del paese.E' questo lo scenario che mi ritrovo davanti quando arrivo a Mineo.Non è facile arrivare al residence degli aranci di Mineo, sembra un villaggio del far west ma non ci sono saloon, non ci sono cavalli e calessi ... solo il nulla. Vedo uomini vestiti con abiti costosi e ne vedo altri vestiti con abiti "ricavati". Sembra un clima surreale non capisco il criterio con il quale si distribuiscono i vestiti, per esempio. Lo chiedo in giro, provo a farmelo spiegare. Poi ci sono i bambini delle famiglie dei rifugiati e i loro occhi non sono felici. Questo non me lo faccio spiegare lo capisco da sola quando allargo lo sguardo dentro il residence.A Mineo l'allegria Africana sembra contagiata dalla tristezza occidentale. Sguardi persi nel nulla o a fissare punti indefiniti sul terreno. Anche la musica sembra non arrivare alle loro orecchie. Ho incontrato Antonio Mazzeo e ho chiesto a l…
Rino Giacalone, in diretta dall'aula della 22° udienza che si è svolta oggi 22 Dicembre 2011: Aula Bunker del carcere di San Giuliano, Erice.....si prepara l'udienza....unico teste sarà Giovanni Brusca.... Si sta facendo l'appello tra poco la video conferenza per ascoltare Giovanni Brusca Brusca è collegato da un sito riservato. E' difeso dall'avv. Alfredo Monforti. Per la Corte di Assise deve essere sentito come "teste assistito". "Sono stato un mafioso dal 1975, soldato semplice nel mandamento di San Giuseppe Jato, dal 1989 sono stato reggente del mandamento, fino al mio arresto nel 1996". Brusca esordisce così rispondendo alle domande del pm Del Bene, ricostruisce le fasi della sua iniziazione, alla presenza di Totò Riina e Bernardo Provenzano. "Mio padre (Bernardo Brusca ndr) non ha voluto partecipare, sebbene era al momento il reggente del mandamento". Brusca proseguendo descrive il proprio ruolo di "portavoce" di Totò Riina, anche a Trapani, "ho dato la vita per Cosa N…
Si chiama L’oro di Nicola l’ultima opera prodotta dall’associazione culturale Arknoah, sempre attenta a promuovere progetti formativi dall’incommensurabile valore artistico, presentata a Gioiosa Marea a inizio dicembre e, si spera, pronta ad essere lanciata nella consueta bagarre dei festival cinematografici sparsi in ogni parte d’Italia in cerca di fortuna e riconoscimenti. E proprio attraverso i concorsi spesso si incontrano e mescolano le culture di ogni regione, i dialetti, i luoghi e i costumi di ogni parte d’Italia, rappresentati in queste piccole produzioni, prive di grandi budget ma sorprendentemente piene di vitalità e emozioni. Non serve un grande set hollywoodiano per girare un lavoro degno di essere apprezzato dal grande pubblico; non servono milioni di effetti speciali per colpire lo spettatore quando si ha un set naturale come Gioiosa Marea, frazione della Messina tirrenica dotata di una bellezza tanto indiscussa quanto caratteristica; non servono Brad Pitt o…
Scritto da Piero Orsatti
Martedì 20 Dicembre 2011 17:42
I soldi di un massacro
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Gaetano Costa e Rocco Chinnici, le tracce di sangue e lo scenario
Certi ragionamenti non si fanno da soli. E’ necessario parlare, confrontarsi, discutere, sbagliare. E leggere. Leggere montagne di carte, di lanci di agenzie, di atti giudiziari e appunti.Ogni tanto mi confronto con un amico, ancor prima che collega, che parte di quei fatti su cui sto ragionando li seguì in diretta e del resto se ne occupò. Sebastiano Gulisano, oltre alla sua propensione all’ossessione su determinati argomenti (anche questo ci accomuna) è uno che “ragiona”. Cerca di trovare scenari, tracciare “flussi”, vedere le cose che accadono e poi nel tempo verificare chi hanno danneggiato o favorito. Insomma è di mestiere. E non molla la sua memoria, che è enorme, e il suo archivio. “E tu pensi davvero che Costa sia stato ammazzato solo perché aveva firmato quegli atti da solo?”. “Cero che no!”. “Seguiva i soldi”. “E i soldi lo hanno ammazzato”.I soldi. Sempre i soldi. I soldi del traffico di eroina degli anni ’60 e ’70 e non solo quelli gest…
STORMFRONT ITALIA, LISTA NEONAZISTA PUBBLICATA SUL WEB CONTRO POLITICI, MAGISTRATI E ATTIVISTI. EVERYONE SCRIVE A RAPPRESENTANZE USA IN ITALIA: “INTERVENGA DIPARTIMENTO DI STATO PER CHIUDERE IL PORTALE”
Roma, 20 dicembre 2011. Una lista nera (definita “lista dei delinquenti italiani”) con nomi noti della politica locale, della magistratura e della società civile è stata pubblicata in questi giorni sulle pagine italiane del forum neonazista di Stormfront (al link http://www.stormfront.org/forum/t837384-2/), fondato dall'americano Don Black, già leader del Ku Klux Klan. Nella lista figura anche il nome di Roberto Malini e l'organizzazione EveryOne, che Malini rappresenta assieme a Matteo Pegoraro e a Dario Picciau. “Visto che ci dicono che siamo razzisti," scrive il membro di Stormfront 'Costantino', "noi dimostriamo che odiamo di più certi italiani che gli allogeni.
"Da anni Stormfront Italia diffonde ideologie antisemite, di natura razziale e di stampo neonazista, che c…





