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Scritto da Redazione
Venerdì 06 Gennaio 2012 20:18
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Riprendiamoci i campi per coltivare sviluppo e integrazione
Due anni dopo la rivolta di Rosarno, la crisi dell’agricoltura peggiora e le condizioni dei braccianti non accennano a migliorare. Ancora ghetti senza acqua né luce, ancora salari da fame, ancora guerra tra poveri in un territorio che soffre. Che fare? Con la campagna SOS Rosarno ( http://www.equosud.org/ ) abbiamo cominciato un cammino diverso. Attraverso la rete dei Gruppi di Acquisto Solidale, da un anno sosteniamo una produzione etica che ci consente di sperimentare un diverso rapporto tra lavoratori immigrati e piccoli proprietari contadini. Ma non basta. La crisi economica accelera le dinamiche di abbandono dei campi e accaparramento delle terre, a tutto vantaggio di commercianti e giganti della Grande Distribuzione Organizzata che impongono ai produttori prezzi sempre più bassi. Uno scandalo che vale anche per realtà come la COOP, che pur applicando disciplinari improntati alla sostenibilità sociale e ai diritti dei lavoratori, applica prezzi alla fonte che rendono impo…
L'aria é strana, pulita, frizzante, quasi aggressiva per la sua potenza. Le narici sono grandi, schiacciati, l'aria che arriva nei polmoni di quei uomini e donne neri é caldissima, ecco perché un naso corto ed aperto. Uno lungo avrebbe riscaldato ulteriormente l'aria bollente. La loro pelle é nera, di sole, di luce, di verde e di notte. Da qualche parte nella notte, gli insetti cominciano la loro baraonda nel delicato mattino, prendendo il posto dei rumori notturni, guardiani della nostra paura del buio. Il mondo si sveglia, insieme ad un popolo semplice, un popolo polveroso, cresciuto nell'essenziale, ed ignaro del superfluo. Essi arborano l'umiltà nella vita, i loro vestiti sono basilari, coperti anch'essi di polvere, le loro voci sono profonde, eco ricorrente della bestia in loro, ed i loro modi, a volte crudeli sono semplici. Anche la crudeltà a volte quando diventa semplice costringe all'ammirazione. La mattina si alza, ed insieme alla mattina, l'Uomo. Nella sua semplicità,…
Scritto da Giuseppe Giarrizzo
Venerdì 06 Gennaio 2012 20:07
Non chiamateci “razzisti”. “indifferenti” è meglio.
Patti. Vigilia di Natale. Ore 7,30. Nella chiesa San Nicola di Bari in piazza Niosi un 42enne di nazionalità indiana è raccolto in preghiera quando d’un tratto gli si avvicinano due giovani: 29 anni uno, 20 l’altro, ambedue residenti a San Giorgio, grossa frazione marinara di Gioiosa Marea. I ragazzi, fingendosi agenti di polizia, intimano all’uomo di seguirli fuori dall’edificio di culto. E in un attimo lo stupore cede il passo alla paura: i due non indossano divise, non mostrano alcun tesserino e il loro fiato sa di alcool, implicita testimonianza di una notte trascorsa a fare bagordi. In men che non si dica l’indiano viene trascinato fuori dalla chiesa. A niente valgono i disperati tentativi di rimanere aggrappato alla ringhiera che cinge l’atrio d’ingresso del tempio. La macchina su cui viene caricato a forza schizza via veloce lungo la strada che conduce dal male al peggio: è lunga solo quattro chilometri e il peggio si trova in località Vigna Grande, poco distan…
Io non so chi sono, eppure ho cercato. Nel chiarore e nel buio, ho scovato in me alla ricerca di quella materia invisibile senza carta d'identità ma promotrice della mia vita. Ho guardato gli animali a lungo, anche quelle chiamate bestie, poi gli uomini, quelli scuri, e quelli chiari, poi quelli gialli, ed infine anche una buona varietà di popoli caffè latte. Ho cercato attraverso il loro riflesso una mia identità, una spiegazione del mio essere, della mia personalità, pur di cambiare la strada tortuosa ove l'esistenze mi ha portato. Come gli altri sono nato, ma non come gli altri vivo. Unico, come tutti gli altri, io sono il promotore ed il centro della vita perché attraverso i miei occhi viventi, do una consistenza al tutto e decido che valore dare a chiunque o qualunque cosa in base al valore della società. O forse in base alla locazione della società ove mi trovo. Fluttuante tra diverse acque, ed ogni volta che approdo su una terra, devo cambiare vestiti. Non mi fido dell'a…
Scritto da Eleonora Currò
Venerdì 06 Gennaio 2012 14:43





