Scritto da Eleonora Currò
Venerdì 30 Luglio 2010 13:15
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Alluvione
1 ottobre
Santa Margherita
Inter
Antonino Lonia
Senza via d'uscita
La morte di 4 persone ha causato la distruzione di 5 vite. Lorenzo, Francesco, Maria Letizia e suo padre travolti dall’alluvione del primo Ottobre 2009 hanno lasciato un vuoto incolmabile nell’animo del padre, marito e genero Antonino Lonia.
Nessuna lacrima sul viso, un cuore pieno d’amore che continua a diventare più forte ogni istante che passa. Non c’è momento in cui non pensa a loro, non c’è momento in cui non gli mancano: “la mia vita è finita l’uno ottobre 2009, insieme alla loro. Il resto è sopravvivenza”.
Nino cosa occorrerebbe affinché ritrovassi la tua serenità? “La mia serenità sono loro, e senza loro non posso riaverla”.
25 Ottobre 2007, un’alluvione devastante invade il paese di Giampilieri, il fango arriva ovunque, ma per fortuna nessuno ne resta vittima. “La quantità di acqua che ha invaso il paese è stata esattamente uguale a quella del primo Ottobre 2009, l’unica differenza è stata che il fango ha proseguito la sua corsa fino a v…
Scritto da Circolo Arci “Thomas Sankara”
Mercoledì 28 Luglio 2010 22:52
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I migranti nel Tir a Messina, interviene il Circolo Arci
Sabato 24 luglio, durante alcuni controlli della polizia stradale di Giardini Naxos, è stato bloccato un Tir sull'autostrada Catania-Messina con a bordo un centinaio di migranti senza titolo di soggiorno. Stipati dentro il tir, respiravano a fatica per il gran caldo e la mancanza di spazio. Durante l'operazione di polizia una ventina sono riusciti a fuggire. L'autista è stato arrestato.
Martedì 27 luglio si è proceduto al trasferimento in Egitto di una sessantina di migranti, molti dei quali palestinesi e quindi, come sottolinea il Circolo Arci "Thomas Sankara", "stranamente trasferiti in un Paese terzo, a causa degli accordi diplomatici tra Italia ed Egitto, senza ulteriori verifiche". A Messina sono rimasti una quindicina di minori, di cui l'Arci si sta occupando.
Il documento del Circolo Arci "Thomas Sankara" di Messina
Il tir fermato sull’autostrada A18 carico di vite umane Pagamento a consegna avvenuta. Questi erano i patti con i trafficanti egiziani: le famiglie dei…
MICHELA BUSCEMI
Cresciuta nei quartieri poveri di Palermo, era la più grande di otto fratelli e sorelle. Suo fratello Salvatore fu ucciso nel 1979 dalla mafia per aver venduto sigarette di contrabbando senza aver chiesto il permesso dei boss. Un fratello più giovane, Rodolfo, fu a sua volta assassinato per impedirgli di vendicare la morte del fratello. Durante il maxiprocesso svoltosi nel 1985-'86 Michela testimoniò contro gli assassini, ma fu costretta a ritrattare la dichiarazione dopo aver ricevuto una telefonata in cui si minacciava di attentare alla vita della sua bambina di sei anni. Dopo la testimonianza di Michela, sua madre interruppe ogni rapporto con lei e suo marito perse il lavoro. resta un'attiva sostenitrice della lotta contro la mafia.…
Scritto da Redazione
Domenica 25 Luglio 2010 09:17
"Siamo tutti Testimoni di Giustizia": Rita Atria, 18 anni dopo.
Chi era Rita Atria? Una ragazza siciliana morta a Roma* a 17 anni.*in viale Amelia 23
Vedi qualche dettaglio qui sotto e, in rete, un breve video a www.tinyurl.com/RitaAtria-3
Perché la sua vita dovrebbe interessarci? Perché Rita è morta per un'Italia senza mafie e senza corruzione.Lottando contro tutti, persino contro la propria famiglia.
Non è un segreto: da tempo indagini delle procure hanno evidenziato sistemi di conni venza tra istituzioni e mafie. Ma di recente c'è stato un peggioramento: oggi al Parla mento, nelle file della maggioranza, siedono condannati per mafia! Al Parlamento!!
La cosa è grave. Se un paese intero viene sottomesso alla prepotenza della mafia, nessuno si sente protetto dalle leggi. Nessuno può sperare in future leggi che migliorino le condizioni di lavoro e di vita, perché l'unica legge che valga è la legge del più forte.
Questo è vero in un piccolo paese della Sicilia come Partanna, dove Rita viveva. Ed è vero anche nel grande paese che …
Scritto da Redazione
Lunedì 19 Luglio 2010 17:08
Barcellona p.g. : un grave caso di intolleranza e inaccettabili interferenze della chiesa
I dirigenti dell'Arci fanno defiggere dalla bacheca un documento a favore degli operai di Pomigliano d'Arco e un prete salesiano interferisce in questioni politiche.Tradizionalmente l'Arci era un'organizzazione nella quale convivevano le varie anime della sinistra italiana. In passato era stato consentito ai vari compagni di affiggere documenti, note, commenti, nella bacheca del Circolo Arci "Città Futura" di Barcellona P.G., ubicata nella centralissima Piazza San Sebastiano. Apprezzamento per tale pluralismo di posizioni era stato espresso da tutti i cittadini, che così ricevevano un'informazione completa.
Nei giorni scorsi, in controtendenza rispetto a questa tradizione, si è verificato un grave atto di intolleranza. Un compagno, Antonio Catalfamo, noto negli ambienti politici per la lunga militanza comunista, nonché negli ambienti accademici e letterari, ha affisso un intervento, da lui firmato chiaramente in calce, con il quale esprimeva solidarietà agli operai di Pomigli…




