Scritto da Eleonora Currò
Venerdì 30 Luglio 2010 13:41
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Uno spiraglio di luce
Qualche risata adesso si sente, il calpestio di bambini che corrono rincorrendo un pallone, il loro respiro più affannato rompe il silenzio, delle urla gioiose riescono a giungere anche in lontananza. I primi germogli di una possibile rinascita iniziano a sbocciare nei paesi colpiti dall’alluvione paesi in cui solo il silenzio straziante è stato udito per mesi. Camminando per le strade non è più tutto deserto, le tende scivolano sui vetri delle finestre, dei piccoli bagliori di luce si scorgono tra le persiane, i volti non sono più solo rigati dalle lacrime, ogni tanto un sorriso riesce a illuminarli, piccoli passi si stanno compiendo per ricostruire qualche brandello di normalità. Normalità che l’uno Ottobre 2009 è stata distrutta da una delle alluvioni più forti degli ultimi anni. Una tragedia annunciata, così è stata definita. Tragedia annunciata perché già avvenuta in passato e ignorata. Nessuna misura di prevenzione era stata prese nell’ottobre 2007, quan…
Scritto da Giuseppe Fontana
Venerdì 30 Luglio 2010 13:38
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Voci silenziose
Quando una catastrofe colpisce una città, un comune, una paese, si raccontano tante cose. Si ascoltano testimonianze, si citano i nomi di morti e feriti, ci si ferma ad osservare ciò che è successo. I giornalisti cercano una news, lo scoop, e girano in lungo e in largo il luogo dei fatti per scovare qualcosa che gli altri colleghi non hanno ancora visto. Si piange, si aiuta, ci sono funerali. Tutte queste cose, troppo spesso, svaniscono nel giro di poche settimane e tutto cade nel dimenticatoio per lasciare spazio alla tranquilla vita di ogni giorno. Ci sono voci, però, che quasi mai vengono ascoltate. Raccontano, attraverso le parole dei genitori, attraverso i loro sguardi infantili, la propria storia: parliamo dei bambini e di come affrontano o hanno affrontato qualcosa in grado di distruggere la propria vita e modificarla radicalmente. Molti non vedranno più la loro casa, i propri giochi, i più sfortunati perdono tragicamente i genitori, i fratelli, le sorelle, i nonni o i com…
Scritto da Pietro Giunta
Venerdì 30 Luglio 2010 13:29
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Stefania Prestigiacomo
Giuseppe Buzzanca
Duomo di Messina
Guido Bertolaso
Il dolore e la frana
Circa 17.500 risultati ottenuti sul Web dalla ricerca di “ Frana di Giampilieri”. 48 milioni di euro in arrivo dallo Stato e dalla Regione. 37 morti accertati, un fiume di parole e retorica che da ricostruzione a protezione, da rimboscamento a riapertura dei negozi , cercano d’affogare e ottundere l’urlo di dolore e disperazione degli abitanti delle zone disastrate o di lenire il dolore dei sopravvissuti.
Benvenuti all’Inferno.
L'evento è iniziato con l'intensificarsi di una perturbazione proveniente dalle Isole Baleari. Già tre ore dopo l'inizio del nubifragio si segnalavano danni alle strade e alla ferrovia, fino a quando, vicino alla mezzanotte, avveniva il crollo di alcune palazzine tra Scaletta Zanclea e Giampilieri Superiore.
Schopenauer scrisse che la psicologia dell’uomo oscilla continuamente tra due stati: la noia e il dolore. Quando non proviamo dolore ci annoiamo e per uscire dalla noia cerchiamo il dolore. Il dolore è t…
Scritto da Giuseppe Fontana
Venerdì 30 Luglio 2010 13:21
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Giuseppe De Luca
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Guardia di Finanza
Il racconto dell'alluvione
Inizia in via Giovanni Piliero la storia di Giuseppe De Luca, Brigadiere della Guardia di Finanza, e di un bambino di soli due anni, rimasto sotto le macerie immobile sul petto della zia, e trovato dallo stesso De Luca poche ore dopo l’alluvione che ha colpito Giampilieri e Scaletta Zanclea lo scorso 1 ottobre. Il racconto del Brigadiere parte a mezzanotte quando, nel tentativo di raggiungere la casa della madre costruita nel bel mezzo della tristemente celebre Via Puntale, quasi si lancia in un canion di fango alto qualche metro per inoltrarsi nel paese. “Ero con mia figlia Dalila e mio genero Santi, siamo arrivati nella Via Giovanni Piliero, non toccata dai detriti e dal fango. C’erano dei gradini per scendere in Via Puntale ma arrivati lì ci siamo resi conto che era impossibile già da 15 metri prima accedere alla strada. Ho continuato a camminare senza pensarci due volte, perché ero disperato, e tenendomi da un pezzo di ferro e una radice sono riuscito a mettere i piedi in …
Scritto da Dino Sturiale
Venerdì 30 Luglio 2010 13:19
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Storie poco normali
L’anima del silenzio
Il silenzio
lo sento
lo tocco
mi tocca.
Cieco, assordante rumore
sebbene noto e possente,
sovrano.
Miriam Columbro
Storie poco normali del “piano della chiesa”
U chianu a’ chiesa; luogo di aggregazione per eccellenza nei nostri villaggi, luogo in cui il tempo fa fatica a scorrere, è lento, distratto come un eterno innamorato.
Qui le famiglie scandiscono i momenti salienti della loro storia, condividendo con la comunità le suggestioni di intimità partecipata; qui una coppia di adolescenti, protetti dall’ombra del campanile offre le loro promesse allo schiamazzo dei bambini ansimanti attorno ad un pallone; un gioco che per esiguità di partecipanti rende abili con parità di ruolo, maschi e femmine.
Qui cortei largamente condivisi si offrono quali testimoni per una nuova famiglia che, creatasi nel “villaggio”, si candida ad incrementare il numero di abitanti, mentre i bambini sul piano interro…




