• Senza via d'uscita
    La morte di 4 persone ha causato la distruzione di 5 vite. Lorenzo, Francesco, Maria Letizia e suo padre travolti dall’alluvione del primo Ottobre 2009 hanno …


  • Il racconto dell'alluvione
    Inizia in via Giovanni Piliero la storia di Giuseppe De Luca, Brigadiere della Guardia di Finanza, e di un bambino di soli due anni, rimasto sotto le macerie im…


  • Ignoranza più necessità generano mostri
    Quaranta articoli, decine di interviste, tre carpette di appunti. E poi una valanga di foto, una rubrica piena di contatti, qualche registrazione audio, alcuni …


Scritto da Giuseppe Campisi Mercoledì 11 Agosto 2010 08:04 | Tag di riferimento: Mass media normalità società disinformazione

Quando si smette di comunicare


Acceso il computer, ero intenzionato a scrivere qualcosa di serio, oggidì. Appena letto un illuminante e attualissimo scritto di Pierangelo Schiera, risalente a 32 anni fa’, ho subito imbracciato mouse e tastiera, per stringere la presa su quei concetti essenziali ma fuggenti. Purtroppo il Fato – da sempre incosciente sovrano dei nostri giorni – fu contrario, e mi volle condurre al sito di La Repubblica, inspiegabilmente incuriosito da un video della sezione TV. Due esseri in primo piano, uno baffuto l’altro chelato, uno dall’aspetto cromatico tendente al rossiccio l’altro al giallo. Leggo il titolo. “L’aragosta gialla, una ogni 30 milioni”. Caspita, mi dico io! Un’aragosta gialla, e chi l’avrebbe mai detto! Un carattere recessivo? No, di più! Il giornalista dell’AP Television – servizio statunitense di informazione sul web – la definisce come un animale rarissimo, esaltando dunque l’immane impresa del pescatore Danny Ingram, che “ha annunciato di aver…
Chi ricorda il film “Down of the Dead” (“Zombi”) di George Romero – e il più conosciuto remake “L’Alba dei Morti Viventi” del 2004, di Zack Snyder  – sa perfettamente che «quando non ci sarà più posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra». Ed è assolutamente a conoscenza che non esiste scampo alla fame implacabile di queste creature diaboliche, dei morti che camminano, e che neppure la fuga può regalare la salvezza ad Ana Clark e compagni. Non c’è arma, non c’è pozione, non c’è veleno od antidoto che possa portare alla sconfitta di questi essere immondi, niente che possa sottrarli al limbo e concedergli la morte reale dei sensi. I morti non possono essere uccisi, d’altronde, e scrittori e registi mondiali sono stati costretti a piegarsi di fronte questa dura ma ineluttabile realtà. C’è, però, nel piccolo vecchio continente che già aveva insegnato all’umanità ad ammazzare i nostri nobili antenati vampiri, chi non si rassegna all…
Scritto da Novella Aurora Spanò -Piergiorgio Scuteri Sabato 31 Luglio 2010 08:29 | Tag di riferimento: Messina inchieste Spanò

TERRA: UNA STORIA


di Novella Aurora Spanò di Piergiorgio ScuteriLa commossa testimonianza di un uomo che ricorda le prime ore del disastro, lo sgomento davanti alla voragine di via Puntale, la disperata ricerca di corpi sotto il fango e la dolorosa constatazione finale: "Speravamo di trovare sopravvissuti, ma mi pare che abbiamo scavato solo morti".Il paese è ormai sfollato, completamente disabitato. La notte, il coprifuoco spegne ogni rumore.Ma ogni mattina, da trenta giorni, un uomo che ha in volto l'espressione stanca di chi la notte non dorme più, torna a lavorare, in una sorta di estasi, per ripulire le strade di Giampilieri. Torna sui luoghi del disastro, ogni giorno, non per pulire la propria casa o per curare la propria "roba", ma per testimoniare la vita che scorreva in quelle strade: ciò che lo spinge a tornare tutti i giorni a Giampilieri è il desiderio di custodirne la memoria, di restituire dignità ai morti, che dice di aver "... scavato uno per uno...". Porta…
Quaranta articoli, decine di interviste, tre carpette di appunti. E poi una valanga di foto, una rubrica piena di contatti, qualche registrazione audio, alcuni video, una cartella sul pc di poco più di 800 MB. E stiamo parlando solo di un piccolo archivio personale (una goccia nell'oceano dell'informazione ai tempi di internet) ovvero quanto prodotto dal sottoscritto in poco più di tre anni di lavoro di documentazione sul dissesto idrogeologico nella zona sud di Messina. Non mi era mai capitato di mettere assieme tutto questo materiale prima d'ora, di organizzare un “dossier”, e d'altra parte provo sempre un certo fastidio a rileggere i miei testi. Frasi scritte spesso troppo frettolosamente, ripetizioni odiose, punteggiatura insoddisfacente. E poi a che pro? E' già da tempo che ho smesso di contare gli articoli per arrivare al numero richiesto dall'Ordine per la consegna dell'agognato quanto inutile “tesserino”.   Eppure devo confessare che la prima cosa che mi è venut…
160 morti, di cui 137 soltanto a Sarno, paesino nella provincia di Salerno. 5 Maggio 1998, una pioggia torrenziale, che ha raggiunto la velocità di 300 metri al minuto, si è abbattuta sui comuni di Quindici, Bracigliano, Siano e soprattutto Sarno. Fango, detriti e una quantità inaspettata di acqua hanno distrutto tutto ciò che incontravano lungo il loro percorso: case, scuole e un ospedale sono stati rasi al suolo. Anche questa una tragedia che poteva essere evitata, nessuna manutenzione per i costoni della montagna, nessun piano di sicurezza. Le cause del disastro non sono ancora chiare, esistono infatti diverse teorie sui soggetti responsabili. Alcuni abitanti hanno denunciato il notevole ritardo con cui gli aiuti sono arrivati, per ore l’acqua ha inondato le strade, aumentando sempre più, senza che nessuno si preoccupasse di sgomberare la zona. Altri invece hanno denunciato le critiche condizioni ambientali in cui erano riversi i canali che avrebbero dovuto assorbire parte d…
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Addio pizzo

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